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Chi siamo

 

L’Associazione A.M.I.C.I. riunisce le persone affette da Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn, i loro familiari e tutti coloro che condividono il valore della salute ed il vincolo della solidarietà sociale.

L’A.M.I.C.I. è costituita da Associazioni Regionali che aderiscono, attraverso una Federazione Nazionale, ad una Federazione Europea che raccoglie associazioni di quindici paesi e oltre ventimila associati.

L’A.M.I.C.I. Piemonte è nata a Torino presso l’Ospedale Molinette nel marzo 1990.

La nostra Associazione regionale cura in proprio diverse iniziative.

Si occupa principalmente di problemi sociali, etici e gestionali delle malattie, della corretta informazione dell’ammalato, del suo aggiornamento attraverso convegni e conferenze e di creare un corretto rapporto medico-paziente.

Una delle iniziative più importanti è l’esistenza di un gruppo di volontari, ammalati essi stessi, per l’assistenza psicologica negli ospedali ai ricoverati affetti dalle nostre patologie.

Per poter svolgere questa attività i nostri volontari hanno sostenuto corsi di aggiornamento per l’avvicinamento psicologico agli ammalati, sia tenuti da altre associazioni di volontariato, sia, in ultimo, un corso creato appositamente per le nostre patologie dall’Università della Strada del Gruppo Abele.

Per poter operare, l’Associazione ha firmato delle convenzioni con gli Ospedali: prima con le Molinette e successivamente, visto il successo dell’iniziativa con l’Ospedale Valdese e con l’Ospedale Mauriziano.

La stessa filosofia di aiuto all’ammalato è attuata nella gestione della sede, dove oltre a fornire alcuni servizi gratuiti, funziona un telefono amico per gli ammalati, gestito da volontari che sono ammalati essi stessi.

 

A chi ci rivolgiamo

 

L’A.M.I.C.I. si rivolge:

 

  1. Agli organismi politici e amministrativi, per ottenere:
    • un adeguato sostegno alla ricerca che promuova la conoscenza di queste malattie e ne faciliti la diagnosi precoce e cure efficaci;
    • le provvidenze necessarie agli ammalati per contenere i disagi che la malattia comporta ed in particolare: la gratuità, la reperibilità e facilità di approvvigionamento dei farmaci;
    • la gratuità e tempestività delle prestazioni;
    • l’assistenza sanitaria integrativa relativa ai prodotti dietetici e la nutrizione artificiale domiciliare;
    • la possibilità di usufruire di assistenza infermieristica domiciliare;
    • l’adeguatezza e la diffusione delle strutture sanitarie di riferimento;
    • la tutela del posto di lavoro;
    • il riconoscimento degli effetti invalidanti della malattia.
  2. Agli organismi sanitari la cui collaborazione è necessaria per ottenere:
    • la diffusione di posti letto per la degenza clinica e chirurgica e di ambulatori specialistici proporzionati alle necessità nelle diverse regioni;
    • l’adeguamento delle attrezzature dei reparti e degli ambulatori e degli organici di personale medico, tecnico ed infermieristico qualificato;
    • l’istituzione di turni ambulatoriali che consentano l’accesso degli ammalati in giorni ed orari tali da interferire il meno possibile con il normale andamento della vita lavorativa e familiare;
    • il potenziamento della pratica del day-hospital e della nutrizione artificiale domiciliare;
    • il sostegno psicologico e l’eventuale supporto dell’assistente sociale per l’ammalato e per i familiari.
  3. Agli organi di stampa e ai mass-media per un’adeguata informazione dell’opinione pubblica sui problemi clinici e sociali degli ammalati.

 
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